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Ex Ilva: Sospesi i Licenziamenti nell’Indotto e Tavolo Permanente per Taranto

Il Governo italiano sospende i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva e istituisce un tavolo permanente per Taranto, coinvolgendo più ministeri.

Ex Ilva Taranto

In Breve

Cosa ha deciso il Governo riguardo ai licenziamenti nell'ex Ilva?
Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva.
Qual è l'obiettivo del tavolo permanente per Taranto?
Il tavolo permanente mira a coordinare interventi e monitorare le opportunità di investimento nella regione.
Quali sono le prospettive future per l'ex Ilva?
Le prospettive puntano sulla decarbonizzazione e sull'uso di tecnologie sostenibili.

Il Governo italiano ha annunciato la sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, un passo significativo per la salvaguardia dei posti di lavoro nella regione di Taranto. Questa decisione è stata accompagnata dalla proposta di istituire un tavolo permanente, che coinvolgerà vari ministeri, per affrontare le problematiche occupazionali e industriali legate all’ex stabilimento siderurgico.

Il tavolo permanente sarà modellato su iniziative simili già adottate in altre situazioni critiche, come gli interventi per la Terra dei Fuochi e per il Giubileo 2025. Il Governo ha aperto alla possibilità di una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, a condizione che venga presentato un piano industriale solido e credibile.

Le tempistiche per la valutazione delle offerte per l’acquisizione dell’ex Ilva sono stimate in un paio di mesi, durante i quali l’amministrazione straordinaria dell’impianto rimarrà in vigore. Il 8 settembre, i vertici istituzionali si sono riuniti a Palazzo Chigi in tre tavoli, coinvolgendo enti locali, associazioni datoriali e sindacati, per discutere le prospettive future del sito.

Prima di questi incontri, l’associazione Aigi aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto e negli appalti, in previsione della fermata dell’area a caldo, prevista entro la fine di ottobre. Tuttavia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha chiesto di attendere l’esito della Corte d’Appello di Milano, che ha già adottato un decreto di sospensione dell’area a caldo, valido per 90 giorni.

Le associazioni datoriali hanno accolto la richiesta di sospendere i licenziamenti “per senso di responsabilità”. Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare gli interventi e monitorare le procedure, gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento nella zona, cercando di evitare interventi frammentati.

Il futuro dell’ex Ilva, secondo le linee indicate dal Governo, si orienta verso un modello industriale più sostenibile, puntando sulla decarbonizzazione e sull’uso di forni elettrici alimentati a DRI. Le istituzioni locali hanno chiesto misure normative specifiche per Taranto, tra cui il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato.

Inoltre, è stata proposta la candidatura dell’area come zona di accelerazione industriale ai sensi del regolamento UE, con incentivi mirati, sgravi fiscali e decontribuzione pluriennale per le assunzioni. Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori e di pianificare investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro, oltre a misure per chi si avvicina alla pensione o è stato esposto a agenti inquinanti.

Il presidente di Confindustria ha evidenziato che, mentre l’area a caldo è ferma per decisione dell’autorità giudiziaria, l’area a freddo continua a operare. Ha avvertito che senza una cordata acquirente, i rischi di chiusura aumentano. Ha descritto come seria la cordata promossa da Federacciai e ha esortato il Governo a valutare le offerte per scegliere la migliore.

Le prossime azioni saranno decise nei giorni successivi, in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati riguardo al provvedimento di sospensione dell’area a caldo.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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