Lavoro

WeCare: la piattaforma che rimborsa il credito se la badante non risponde in 36 ore

La startup WeCare introduce un innovativo sistema di rimborso per famiglie che cercano badanti, rispondendo a una crescente domanda di assistenza domiciliare.

Piattaforma WeCare per badanti

In Breve

Qual è la novità introdotta da WeCare per le famiglie?
WeCare offre un rimborso automatico del credito se la badante non risponde entro 36 ore.
Quante badanti sono disponibili sulla piattaforma?
La piattaforma ha più di 3.000 profili di badanti disponibili.
Qual è l'obiettivo di WeCare per il prossimo anno?
WeCare punta a raggiungere 25.000 utenti iscritti.

In un’epoca in cui la richiesta di assistenza domiciliare è in costante aumento, la startup WeCare srl ha lanciato una piattaforma innovativa, Lebadanti.it, che offre un servizio unico per le famiglie in cerca di badanti. La novità principale è il rimborso automatico del credito speso se la badante selezionata non risponde entro 36 ore dalla richiesta. Questa iniziativa si inserisce in un contesto demografico in evoluzione, caratterizzato da un aumento della popolazione over 60 e da una diminuzione dei nuovi nati, che ha reso sempre più difficile reperire personale disponibile per assistenza.

Attualmente, in Italia, ci sono circa 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di 60 anni. La piattaforma, lanciata a luglio, ha già registrato oltre 6.000 iscrizioni, con più di 3.000 profili di badanti disponibili e oltre 3.500 offerte di lavoro pubblicate nei primi due mesi. Le badanti possono iscriversi gratuitamente, creare un profilo e candidarsi per le offerte di lavoro. Le famiglie, invece, possono cercare a livello locale e contattare le candidate tramite un sistema a crediti, pagando solo quando si attiva un contatto, con tariffe a partire da 9 euro e senza necessità di abbonamento.

Il rimborso automatico è stato pensato per rispondere a situazioni di urgenza, come nel caso di un ricovero, una caduta o un peggioramento improvviso delle condizioni di salute di un familiare. Valerio Carboni, CEO e fondatore di WeCare, ha sottolineato l’importanza di questo servizio nel facilitare il reperimento di personale in momenti critici.

Il quadro generale dei lavoratori domestici in Italia mostra una preoccupante diminuzione: nel 2025, i lavoratori con almeno un contributo versato all’Inps erano 804.464, segnando un calo per il quarto anno consecutivo e una perdita di circa 173.000 addetti rispetto al 2021. Le badanti rappresentano il 51,3% del totale, superando per il secondo anno consecutivo le colf. Con l’obiettivo di espandere ulteriormente la propria base utenti, WeCare punta a raggiungere 25.000 iscrizioni entro la fine del prossimo anno.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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