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Italia: fiducia nell’AI e carenze di governance, il Trust Gap più ampio d’Europa

L'Italia presenta il più ampio divario in Europa tra fiducia nei sistemi di intelligenza artificiale e la loro governance, con solo il 18,7% delle organizzazioni che riportano un ritorno economico significativo.

Grafico che illustra la fiducia nell'AI in Italia

In Breve

Qual è il divario di fiducia nell'AI in Italia?
L'Italia ha il più ampio divario in Europa tra fiducia nell'AI e governance, con un indice di fiducia di 72,9 punti e un indice di affidabilità di 58,8 punti.
Quante organizzazioni italiane ottengono un ritorno economico dai progetti AI?
Solo il 18,7% delle organizzazioni italiane riporta un ritorno economico elevato dai progetti di intelligenza artificiale.
Quali sono le principali problematiche riscontrate nei sistemi AI?
Le problematiche principali includono mancanza di chiarezza delle risposte, carenza di contesto e preoccupazioni sulla sicurezza degli output.

Nel 2026, l’Italia si trova a fronteggiare il più ampio divario in Europa tra la fiducia riposta nei sistemi di intelligenza artificiale e la maturità delle infrastrutture di controllo. Secondo recenti dati, l’indice di fiducia si attesta a 72,9 punti, mentre l’indice di affidabilità è solo a 58,8 punti. Sebbene la forbice si sia ridotta rispetto all’anno precedente, passando da 18,4 a 14,1 punti, rimane comunque la più marcata sul continente.

Un dato preoccupante emerge dal fatto che solo il 18,7% delle organizzazioni italiane dichiara di aver ottenuto un ritorno economico elevato dai propri progetti di intelligenza artificiale. Questa distanza tra aspettative e capacità operative mette in luce criticità significative in termini di trasparenza, spiegabilità e conformità normativa dei sistemi utilizzati.

Miglioramenti sono stati registrati in aree come accountability, governance dei modelli e qualità dei dati, ma tutte le dimensioni analizzate rimangono al di sotto dei benchmark globali. Ciò ha impatti diretti sulla redditività dei progetti digitali: le organizzazioni che adottano pratiche consolidate di intelligenza artificiale affidabile hanno probabilità significativamente superiori di ottenere un ritorno economico rilevante rispetto alla media del mercato.

Le principali cause di intervento sugli output generati dai sistemi AI includono: la mancanza di chiarezza delle risposte (37,7%), la carenza di contesto (26,4%), preoccupazioni sulla sicurezza degli output (14,2%), inesattezze fattuali (13,2%) e rischio di bias (8,5%). Inoltre, la frammentazione delle basi dati è un altro fattore di rallentamento, con una quota di imprese che gestisce le informazioni in silos quasi triplicata nell’ultimo anno. Solo una minoranza delle aziende adotta controlli automatizzati di qualità su ogni progetto algoritmico.

Il superamento dello squilibrio tra adozione e governance è considerato cruciale per trasformare l’adozione tecnologica in un vantaggio competitivo misurabile. La crescita futura della produttività non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla sperimentazione dei modelli, ma richiede un consolidamento strutturale dei processi di controllo, audit e trasparenza.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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