In Breve
- Qual è la situazione attuale dei titoli di Stato francesi?
- I titoli di Stato francesi stanno affrontando tensioni a causa di un possibile declassamento del rating sovrano e dell'aumento del debito pubblico.
- Quali sono le previsioni di crescita per la Francia?
- La crescita è attesa intorno allo 0,5% per quest'anno, con una previsione fragile di circa 1% nel 2027.
- Qual è l'impatto del supporto della BCE sui titoli di Stato francesi?
- Il supporto della BCE è diminuito, con una riduzione dello stock di titoli di Stato nel portafoglio PSPP.
La Francia si trova in una situazione di crescente tensione economica, con Moody’s che potrebbe declassare il rating sovrano del paese da Aa3 a A1. Questo possibile declassamento è già stato in parte scontato dai mercati, contribuendo all’ampliamento dello spread tra i Bund tedeschi e i titoli di Stato francesi (OAT), che ha raggiunto i 177 punti base, un livello non visto dal 2011. Inoltre, il rendimento dei titoli di Stato decennali francesi ha toccato il 5,142%, il più alto dal 2002, evidenziando un allargamento dello spread a due anni, considerato un serio campanello d’allarme.
Il contesto attuale è ulteriormente complicato dall’aumento dell’offerta di debito: i titoli di Stato francesi in circolazione ammontano a circa 2.900 miliardi di euro, con 2.700 miliardi a lungo termine e 200 miliardi a breve, segnando un incremento di almeno 1.000 miliardi rispetto al 2016. Gli investitori percepiscono gli OAT come esposti a diversi rischi, tra cui l’incertezza politica legata alle prossime elezioni presidenziali e il possibile aumento delle tensioni sociali.
Le previsioni di crescita per la Francia sono modeste, con un aumento atteso intorno allo 0,5% per quest’anno e una previsione fragile di circa 1% nel 2027, a meno di un rilancio della competitività e di riforme significative. Inoltre, il piano di emissioni lorde per il prossimo anno è stimato intorno ai 340 miliardi di euro, con una forte dipendenza dalla tenuta degli investitori non residenti, che detenevano il 59,7% dei titoli di Stato negoziabili a fine settembre.
Un altro fattore di preoccupazione è l’erosione del supporto della Banca Centrale Europea (BCE). Lo stock di titoli di Stato francesi nel portafoglio PSPP della BCE è diminuito da 400 miliardi a dicembre 2025 a 360 miliardi a settembre di quest’anno. Sebbene la sostenibilità del debito non sembri essere in discussione nel breve termine, il rapporto debito/PIL si avvicina al 120%, rispetto al 70% del 2011, e il deficit/PIL è stimato al 5,3% per quest’anno, con previsioni di circa 5% nel 2027 e un deficit commerciale superiore ai 70 miliardi.
Le agenzie di rating S&P e Fitch hanno già attribuito alla Francia una valutazione A+, rispettivamente da ottobre e settembre 2025. Tuttavia, le loro revisioni potrebbero modificare le prospettive da stabili a negative, aprendo la strada a ulteriori declassamenti, con alcuni economisti che considerano probabile un downgrade fino a una tripla Baa alta.
Dal punto di vista politico, una vittoria del Rassemblement National potrebbe portare a problemi senza precedenti. In assenza di una maggioranza parlamentare, il paese potrebbe affrontare uno stallo su riforme e consolidamento fiscale, con promesse di risparmi netti per 140 miliardi entro il 2032 che necessitano di verifiche sulla loro fattibilità.
Il calendario di emissioni per il resto dell’anno appare relativamente leggero, con l’84% del programma di emissioni nette già raggiunto a fine settembre (260 miliardi raccolti su 300). Inoltre, la presenza in bilancio di banche e compagnie di assicurazione ben capitalizzate, che detengono rispettivamente il 10,5% e il 9,2% dei titoli di Stato francesi, potrebbe offrire un parziale cuscinetto contro forti vendite da parte di investitori esteri. Resta disponibile anche lo strumento di protezione della trasmissione (TPI) della BCE.

