Economia

Crescita delle Procedure di Crisi: L’Edilizia Sotto Pressione nel Primo Semestre 2026

Nel primo semestre 2026, il settore edilizio ha registrato un aumento significativo delle procedure di crisi, con 831 liquidazioni giudiziali. Analizziamo i dati e le cause di questa situazione.

Cantiere edile in Italia

In Breve

Quante procedure di crisi sono state aperte nel primo semestre 2026?
Sono state aperte 6.672 procedure di crisi.
Qual è il settore più colpito dalle liquidazioni giudiziali?
Il settore edilizio è il più colpito, con 831 liquidazioni.
Come sono cambiati i tempi di pagamento nel 2026?
I tempi di pagamento sono migliorati, con le medie imprese a 61,31 giorni.

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha visto l’apertura di 6.672 procedure di crisi, un dato allarmante che corrisponde a quasi 40 imprese al giorno, inclusi i weekend. Questo rappresenta un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte di queste procedure riguarda le liquidazioni giudiziali, che ammontano a 5.401 casi, con un aumento del 2,4%. Al contempo, altri strumenti di regolazione della crisi, come i concordati preventivi, hanno registrato un incremento del 24,6%.

Il settore edilizio emerge come il più colpito, con 831 liquidazioni giudiziali, mantenendo livelli simili a quelli del primo semestre dell’anno precedente. Le difficoltà del comparto sono amplificate dai rincari delle materie prime e dai ritardi nel riconoscimento degli extra-costi da parte delle stazioni appaltanti. Inoltre, i ritardi nell’erogazione degli arretrati per gli appalti pubblici contribuiscono a un gap finanziario stimato in circa 3,8 miliardi di euro per il sistema paese.

Analizzando i dati territoriali, il Nord Ovest e il Centro Italia concentrano rispettivamente il 28,8% e il 28,2% delle liquidazioni giudiziali. In particolare, la Lombardia si distingue per avere il 22,2% del totale nazionale, seguita da Lazio (18,2%) e Campania (10,3%). È preoccupante notare l’aumento delle procedure tra le imprese più giovani, con un incremento che sfiora il 50% per quelle attive da meno di cinque anni.

Per quanto riguarda i pagamenti, i dati della banca dati Payline mostrano segnali di tenuta, con un miglioramento delle tempistiche rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le medie imprese hanno registrato un tempo di pagamento di 61,31 giorni, mentre le grandi imprese si attestano a 71,57 giorni. Tuttavia, questo miglioramento è in gran parte dovuto a una riduzione dei giorni contrattualmente concordati. I ritardi per le micro e piccole imprese si sono ridotti, ma le medie e grandi hanno visto un aumento dei ritardi di circa 0,49 e 0,25 giorni.

Tra i settori, i mezzi di trasporto hanno visto un incremento dei ritardi, passando da 10,6 a 12,2 giorni. Anche altri comparti come il Sistema Moda, Largo Consumo e Chimica e Farmaceutica hanno registrato un peggioramento. L’Agricoltura, pur rimanendo su livelli elevati di 12,6 giorni, ha mostrato un miglioramento rispetto ai 12,9 giorni del 2025.

Infine, a livello territoriale, il Nord Est presenta il ritardo più contenuto, pari a 6 giorni rispetto ai tempi concordati, mentre per il Sud e le Isole la media supera i 13 giorni, con la Sicilia che registra un ritardo medio di 17 giorni.

Economia Real Estate

redazione

Autore della redazione ImpresaRadar.

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