In Breve
- Qual è l'aumento dei consumi di gas in Italia a giugno 2026?
- I consumi di gas in Italia sono aumentati del 3% rispetto a giugno 2025.
- Quale settore ha trainato l'aumento dei consumi?
- Il comparto termoelettrico ha registrato una crescita dell'11%.
- Qual è il ruolo del gas naturale liquefatto in Italia?
- Il gas naturale liquefatto ha assunto un ruolo crescente dopo la riduzione delle forniture russe.
I consumi di gas in Italia hanno mostrato un incremento significativo del 3% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Questo aumento è stato principalmente trainato dal comparto termoelettrico, che ha registrato una crescita dell’11% su base annua.
Il contesto geopolitico attuale, caratterizzato da una elevata volatilità e criticità nei flussi globali, ha messo in evidenza la capacità di adattamento e resilienza del sistema energetico nazionale. In particolare, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha reso necessario un approccio più diversificato agli approvvigionamenti di gas.
L’Italia si configura come un importante hub energetico nel Mediterraneo, grazie alla presenza di 10 punti di ingresso tra gasdotti e terminali di rigassificazione. Il gas naturale liquefatto (GNL) ha assunto un ruolo sempre più centrale, soprattutto dopo la riduzione del 40% delle forniture russe a causa del conflitto in Ucraina.
Nel primo semestre del 2026, il GNL ha rappresentato il 32% del gas immesso nella rete nazionale, con un incremento del 5% rispetto al periodo precedente. Inoltre, gli stoccaggi di gas contribuiscono in modo significativo alla sicurezza degli approvvigionamenti: a metà luglio, il livello di riempimento ha superato il 70%, circa venti punti percentuali sopra la media europea, avvicinando l’Italia al raggiungimento anticipato del target comunitario del 90%.
Attualmente, l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea per volumi stoccati, con 12 siti di stoccaggio gestiti da Snam, che rappresentano circa un sesto della capacità totale dell’UE. Il Centro di dispacciamento di San Donato Milanese gioca un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella coordinazione della rete nazionale, che si estende per oltre 33.000 km di metanodotti, impianti di stoccaggio e centrali di compressione.
Questo sistema complesso è progettato per garantire il bilanciamento tra import, export, domanda e offerta, assicurando la continuità delle forniture anche in situazioni di emergenza. L’integrazione di infrastrutture, tecnologie e fonti energetiche è fondamentale per sostenere la flessibilità e la stabilità del sistema energetico nazionale.

