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Fuga di dati: 220 milioni di record di viaggiatori esposti a causa di misconfigurazioni

Un archivio cloud ha esposto 220 milioni di record di passeggeri e membri dell'equipaggio a causa di gravi misconfigurazioni. Scopri i dettagli di questa fuga di dati.

Fuga di dati viaggiatori

In Breve

Cosa è successo con i dati dei viaggiatori?
Circa 220 milioni di record di passeggeri e membri dell'equipaggio sono stati esposti a causa di misconfigurazioni di un archivio cloud.
Quali informazioni sono state esposte?
I dati esposti includono nomi, date di nascita, nazionalità, numeri di passaporto e dettagli sui documenti di viaggio.
Chi ha scoperto la fuga di dati?
I ricercatori hanno segnalato la scoperta alle autorità vietnamite e a diverse compagnie aeree il 3 giugno.

Un grave incidente di sicurezza ha colpito il settore aereo, con l’esposizione di circa 220 milioni di record di passeggeri e membri dell’equipaggio a causa di una serie di misconfigurazioni di un archivio cloud. I ricercatori hanno scoperto un cluster Elasticsearch accessibile tramite un percorso cloud alternativo che accettava credenziali di default, rendendo così i dati vulnerabili.

Questo archivio, composto da 29 indici e con una dimensione totale di circa 107 GB, sembra essere stato generato da un sistema di Advance Passenger Information System (APIS). I dati esposti includono informazioni personali identificative come nomi, date di nascita, nazionalità, numeri di passaporto e dettagli sui documenti di viaggio. Inoltre, sono presenti informazioni relative a sesso, date di scadenza dei documenti, paesi di emissione, compagnie aeree, aeroporti di partenza, destinazione e transito, assegnazioni di posto e riferimenti bagaglio.

Non è stato possibile identificare con certezza l’operatore del sistema, ma l’infrastruttura risultava ospitata in blocchi IP assegnati a Viettel, localizzata ad Hanoi. Due indici principali contenevano rispettivamente 210.318.069 record di passeggeri e 10.465.631 record di equipaggio, con voci relative a persone che hanno viaggiato da, verso o tramite il Vietnam, con possibili ripetizioni per viaggi multipli.

Tra le nazionalità segnalate si trovano cittadini canadesi, cinesi, coreani e neozelandesi. L’archivio non è limitato a una singola compagnia aerea, ma coinvolge vettori operanti in Asia-Pacifico, Europa e Medio Oriente.

I ricercatori hanno segnalato la scoperta il 3 giugno alle autorità vietnamite, a diverse compagnie aeree interessate e al CERT nazionale. L’archivio è stato reso inaccessibile solo l’8 giugno. Il team di sicurezza di Singapore Airlines ha coordinato le attività di contenimento, comunicando di aver coinvolto tutte le parti interessate.

Attualmente, senza un’analisi dei log e un’indagine forense completa, non è possibile stabilire se attori malevoli abbiano avuto accesso o esfiltrato i dati. Non ci sono evidenze di vendita dell’archivio sul dark web né rivendicazioni pubbliche da parte di gruppi di hacking.

Le misconfigurazioni di database e la scarsa visibilità sull’infrastruttura cloud sono frequentemente indicate come cause di fughe di dati. Cassius Edison, COO di Closed Door Security, ha sottolineato che la complessità delle tecnologie gestite e la mancanza di audit facilitano errori di configurazione. Ha raccomandato l’impiego di penetration test e verifiche di sicurezza indipendenti per prevenire incidenti futuri.

Nel 2026, sono stati segnalati altri gravi incidenti di esposizione di dati, tra cui centinaia di milioni di record da un fornitore di identità e oltre tre miliardi di record derivanti da un database MongoDB mal configurato. Questo mette in evidenza l’urgenza di migliorare le pratiche di sicurezza nel settore tecnologico e aereo.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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