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Sfruttamento del lavoro a Milano: esposti su ristorazione e cantieri

A Milano, diversi esposti denunciano casi di sfruttamento del lavoro in ristorazione e nei cantieri, con gravi violazioni dei diritti dei lavoratori.

Sfruttamento del lavoro a Milano

In Breve

Quali sono le accuse principali contro le società di ristorazione a Milano?
Le accuse includono mancate contribuzioni, assenza di controlli sanitari e retribuzioni inferiori a quelle concordate.
Che tipo di testimonianze sono emerse dagli esposti?
Sette lavoratori, tutti stranieri, hanno denunciato abusi e condizioni di lavoro precarie.
Cosa denuncia l'esposto sulla Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi?
Denuncia l'utilizzo sistematico di manodopera in condizioni di vulnerabilità economica e personale.

A Milano, la situazione lavorativa si fa sempre più preoccupante con la presentazione di numerosi esposti per presunti casi di sfruttamento del lavoro. Le denunce coinvolgono principalmente società di ristorazione, strutture di accoglienza e appalti nei cantieri, sollevando interrogativi sulla tutela dei diritti dei lavoratori.

La procura di Milano ha segnalato difficoltà operative a causa della carenza di personale amministrativo. Lo scorso marzo, gli inquirenti hanno indicato circa novemila fascicoli in fase di stallo, alcuni dei quali già lavorati e con richieste di archiviazione o avvisi di conclusione indagini.

Nel mese di aprile 2024, i sindacati hanno presentato esposti contro le società di ristorazione Filetteria ed El Tacomaki, entrambe riconducibili alla holding Sun Tzu. Le accuse comprendono mancate contribuzioni, assenza di controlli sanitari, mancanza di formazione e di figure responsabili della sicurezza. Secondo le segnalazioni, i lavoratori avrebbero ricevuto retribuzioni sproporzionate rispetto al lavoro svolto, con stipendi inferiori a quelli concordati. Inoltre, si denuncia il lavoro straordinario non pagato e dimissioni per mancata corresponsione della retribuzione, già nel 2023, insieme a pratiche di rimborso irregolari per permessi non retribuiti. È stata anche evidenziata l’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni. Sette lavoratori, tutti cittadini stranieri, hanno fornito testimonianze dirette sugli abusi, mentre il direttore finanziario della holding aveva precedentemente dichiarato un aumento del fatturato da 700mila euro nel 2019 a 12 milioni nel 2022. Tuttavia, il gruppo è poi fallito, complicando ulteriormente le prospettive di risarcimento per i lavoratori coinvolti.

Un altro esposto, presentato lo scorso febbraio, riguarda la Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi Onlus, attiva nell’accoglienza a Milano e in Lombardia. Questo documento denuncia un quadro caratterizzato dall’utilizzo sistematico di manodopera in condizioni di vulnerabilità personale, economica e amministrativa. Le attività essenziali come mensa, magazzino, lavanderia, pulizie, vigilanza notturna e gestione degli accessi sono gestite in modo precario, con turni dalle 8 alle 17 e compensi informali di 500-600 euro. I lavoratori sono costretti a vivere in strutture con rigide organizzazioni quotidiane e assegnazioni di compiti anche in assenza del titolo di soggiorno.

Infine, nel dicembre 2024, è stato presentato un altro esposto riguardante un subappalto per i cantieri del campus dell’Università Statale di Milano. Parte della vicenda ha dato origine a un dossier con ipotesi di estorsione, mentre si prevede un’indagine specifica sul caporalato, i cui sviluppi rimangono incerti. Un ulteriore esposto riguarda un cantiere per la realizzazione del nuovo Policlinico di Milano, che è fermo da mesi, lasciando in sospeso i diritti dei lavoratori coinvolti.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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