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Vulnerabilità sfruttate: come i ricercatori hanno compromesso gli account OpenAI con Claude di Anthropic

Un gruppo di ricercatori ha utilizzato il modello Claude di Anthropic per sfruttare vulnerabilità e accedere a account OpenAI, evidenziando i rischi della sicurezza informatica.

Immagine rappresentativa della sicurezza informatica

In Breve

Quali vulnerabilità sono state sfruttate dai ricercatori?
I ricercatori hanno sfruttato vulnerabilità nel software del forum Discourse legate all'upload di file HEIF/HEIC.
Quanto hanno guadagnato i ricercatori per la segnalazione delle vulnerabilità?
I ricercatori hanno ricevuto un premio di 6.500 dollari.
Qual è l'impatto dell'IA sulla sicurezza informatica?
L'IA sta riducendo le competenze necessarie per sviluppare exploit, accelerando il processo di hacking.

Il 25 luglio 2026, una squadra di tre ricercatori di Hacktron AI ha dimostrato come strumenti avanzati di intelligenza artificiale possano essere utilizzati per compromettere la sicurezza informatica di grandi aziende. Utilizzando il modello Claude (Opus 5) di Anthropic, i ricercatori sono riusciti a concatenare due vulnerabilità, ottenendo accesso a più account ChatGPT di dipendenti OpenAI e a elementi dell’infrastruttura aziendale.

Questa attività è stata condotta nell’ambito di un programma di bug bounty, attraverso il quale i ricercatori hanno segnalato le falle e ricevuto un premio di 6.500 dollari. OpenAI ha prontamente risolto i problemi identificati. L’ingresso nei sistemi è avvenuto tramite una falla nel software del forum della comunità basato su Discourse, legata all’upload di file immagine HEIF/HEIC. Discourse, infatti, convertiva questi file passando per ImageMagick e poi per la libreria libheif. Un bug di memoria in libheif calcolava in modo errato la posizione di un’immagine sovrapposta, sufficiente per compromettere il server.

Nonostante il difetto fosse stato corretto dagli sviluppatori di libheif mesi prima, la correzione non era stata formalmente segnalata con un CVE, e la versione vulnerabile era ancora in uso nel sistema. I ricercatori hanno notato che il modello Opus 4.8 ha faticato a generare un exploit funzionante, mentre entro poche ore dal rilascio di Opus 5, il modello è riuscito a produrlo. Una volta ottenuto l’accesso al server Discourse, hanno individuato una seconda vulnerabilità che ha permesso il controllo di account ChatGPT e Codex, incluso l’account di un dipendente OpenAI il cui Codex era collegato all’organizzazione GitHub dell’azienda.

Discourse ha rilasciato una patch il 27 luglio, ma l’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle tecnologie emergenti. Matt Fredrikson, CEO della società di sicurezza Gray Swan, ha osservato che “per $200 al mese, chiunque può usare questi strumenti e hackerare una società come OpenAI”. Mohan Pedhapati, fondatore di Hacktron, ha aggiunto che “l’IA sta riducendo la quantità di competenze scarse necessarie per sviluppare exploit. Lavoro che prima richiedeva mesi ora può richiederne giorni”.

È interessante notare che Opus 5 non è stato soggetto alle restrizioni di esportazione che hanno interessato versioni successive come Mythos 5, temporaneamente limitata per timori sulle sue capacità di hacking. Inoltre, i modelli a pesi aperti stanno riducendo il divario di capacità: ricerche di SaferAI indicano che il modello GLM-5.2 di Z.ai si colloca a pochi mesi di distanza rispetto a GPT-5.5 e Claude Opus 4.7. Questo incidente arriva in un momento di crescente attenzione sulla sicurezza nelle principali aziende che sviluppano intelligenze artificiali.

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Autore della redazione ImpresaRadar.

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