In Breve
- Qual è la principale minaccia informatica legata ai social media?
- L'impersonificazione e la diffamazione sono diventate la principale minaccia informatica prevista per i prossimi tre anni.
- Come i criminali informatici sfruttano i social media?
- Sfruttano la fiducia associata a profili e account di assistenza legittimi per diffondere link malevoli e affermazioni diffamatorie.
- Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale in queste minacce?
- L'intelligenza artificiale rende le impersonificazioni più rapide e convincenti, aumentando la credibilità degli attacchi.
I social media: un nuovo campo di battaglia per la sicurezza informatica
Negli ultimi anni, i social media hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di comunicazione delle aziende, ma questo ha anche portato a un aumento delle minacce informatiche. Recenti ricerche indicano che l’impersonificazione e la diffamazione sui social sono diventate la principale minaccia informatica prevista per i prossimi tre anni, superando altre forme di attacco.
In particolare, l’impersonificazione di dipendenti e dirigenti, inclusi l’uso di deepfake, è emersa tra le prime cinque aree di rischio. Con l’aumento dell’uso dei social media per interagire con clienti e promuovere i marchi, questi canali sono diventati un obiettivo attraente per i criminali informatici, che sfruttano la fiducia associata a profili e account di assistenza apparentemente legittimi.
Il nuovo perimetro di attacco
Il perimetro di attacco non è più limitato all’infrastruttura controllata dalle aziende, ma si estende ai canali pubblici dove clienti, dipendenti e partner interagiscono quotidianamente. Le tattiche utilizzate dai criminali comprendono la creazione di profili falsi e account di assistenza fraudolenti, che vengono impiegati per diffondere link malevoli, pagine di phishing o siti simili a quelli legittimi.
Inoltre, è in crescita la promozione di prodotti contraffatti tramite account falsi e la diffusione di affermazioni diffamatorie, che possono danneggiare la reputazione e la fiducia, anche senza una frode finanziaria diretta.
L’impatto dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale ha reso le impersonificazioni più rapide e convincenti, facilitando la generazione di messaggi nel tono del marchio, immagini realistiche, audio sintetici e deepfake. Queste tecniche, unite a informazioni raccolte da diverse fonti, aumentano la credibilità degli attacchi.
Strumenti come gli algoritmi di generazione di domini (DGA) possono creare numerosi indirizzi web plausibili a supporto delle campagne di phishing. Secondo un’indagine, l’86% dei partecipanti considera questi strumenti una minaccia significativa.
La percezione della minaccia
Dal punto di vista operativo, il 72% dei dirigenti tecnologici valuta il livello di minaccia informatica per il 2025 come «critico» o «molto critico». Inoltre, il 57% delle organizzazioni utilizza soluzioni basate su intelligenza artificiale per il monitoraggio e l’enforcement, mentre il 44% le impiega per la rilevazione delle minacce e la prevenzione delle frodi.
Strategie di difesa
Per affrontare queste nuove minacce, è fondamentale integrare la protezione dei social media nella strategia di cybersecurity delle aziende. Ciò implica coordinare i team di sicurezza, legale, brand, marketing e digitali, attuare un monitoraggio continuo sui social, domini e asset pubblici, e definire processi chiari per indagini, escalation e rimozione.
È essenziale combinare strumenti automatizzati con governance, responsabilità e collaborazione interfunzionale. L’obiettivo principale è rilevare e bloccare le impersonificazioni prima che raggiungano clienti, dipendenti o partner, riconoscendo che la fiducia digitale è diventata un bersaglio prioritario.

