In Breve
- Qual è l'importanza della previdenza complementare per i lavoratori italiani?
- Il 76,1% dei lavoratori la considera una soluzione per migliorare il tenore di vita da pensionato.
- Qual è il tasso di adesione alla previdenza complementare?
- Meno del 40% delle forze di lavoro partecipa attivamente.
- Qual è l'età pensionabile desiderata dai lavoratori?
- Il 64,8% desidera andare in pensione entro i 60 anni.
Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare, evidenziando un contesto di crescente attenzione verso questo tema, soprattutto in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Nonostante il riconoscimento dell’importanza della previdenza integrativa, i lavoratori italiani mostrano ancora scarsa familiarità con le sue dinamiche.
Secondo l’indagine, il 76,1% dei lavoratori che conosce la previdenza complementare la considera una potenziale soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato. Tuttavia, i tassi di adesione rimangono deludenti, con meno del 40% delle forze di lavoro che partecipa attivamente a queste forme di previdenza.
La mancanza di conoscenza è un fattore chiave: solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscere bene la previdenza complementare, mentre il 57,6% ha una comprensione superficiale e il 13,5% non la conosce affatto. Inoltre, solo il 17,0% ha una conoscenza effettiva dei meccanismi di base, e solo il 6,0% è a conoscenza delle recenti novità normative.
La procrastinazione è un altro ostacolo significativo. Il 45,0% dei lavoratori ritiene di avere altre priorità e posticipa la pianificazione della pensione, mentre il 51,3% è scettico riguardo alla stabilità delle regole previdenziali. Questo comportamento riflette una rassegnazione diffusa: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pubblica pari al 48,4% della loro retribuzione, con il 76,6% convinto che l’aumento dell’età pensionabile non garantirà pensioni adeguate.
La questione dell’età pensionabile è particolarmente rilevante. Il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni, ma la maggior parte prevede di ritirarsi a 70 anni o più. Questo scarto di 9 anni tra l’età desiderata e quella attesa evidenzia una disconnessione tra le aspirazioni e la realtà.
Un elemento chiave per il futuro della previdenza complementare è la consulenza. Il 55,0% dei lavoratori che conosce la previdenza integrativa afferma che, con il supporto di un consulente fidato, sarebbe più propenso a iscriversi. La necessità di una comunicazione chiara e di un’alfabetizzazione previdenziale è stata sottolineata da Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, che ha affermato che le nuove misure rappresentano un’opportunità concreta per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro.
Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario. La ricerca di investitori istituzionali solidi è fondamentale per sostenere lo sviluppo dell’economia reale.
Questi risultati evidenziano l’urgenza di un intervento strategico per migliorare la consapevolezza e l’adesione alla previdenza complementare, un tema cruciale per il futuro economico dei lavoratori italiani.

