In Breve
- Quali sono le principali aree di investimento del settore fieristico italiano?
- Le principali aree di investimento includono digitalizzazione, sviluppo di nuovi prodotti fieristici e internazionalizzazione.
- Qual è l'obiettivo del programma 'Aefi for Africa'?
- Il programma mira a rafforzare la presenza italiana nel continente africano attraverso partnership locali.
- Quali risultati ha ottenuto il settore fieristico dopo la pandemia?
- Il settore ha registrato un recupero costante di visitatori, espositori e ricavi, con risultati record nel 2025.
Il settore fieristico italiano sta vivendo una fase di rinascita, accelerando gli investimenti in digitalizzazione e innovazione, con un crescente interesse per i mercati africani. Dopo le difficoltà causate dalla pandemia, il comparto ha registrato un recupero costante di visitatori, espositori, ricavi e marginalità, raggiungendo risultati record nel 2025 per i principali gruppi. Questo trend positivo non sembra essere stato influenzato dall’instabilità in Medio Oriente, con la maggior parte degli operatori che nel primo semestre del 2026 ha segnalato una crescita o un consolidamento delle proprie attività.
Un’indagine condotta da Aefi-Prometeia, su un campione rappresentativo di 35 quartieri fieristici e organizzatori, ha rivelato che quasi due terzi degli operatori hanno destinato risorse ad almeno due aree di intervento nell’ultimo anno. Tra le principali voci di spesa, spiccano la digitalizzazione, indicata dal 63% del campione (un notevole incremento rispetto al 15% dell’anno precedente), lo sviluppo di nuovi prodotti fieristici (49%) e le attività di internazionalizzazione, promozione all’estero e incoming (46% ciascuna). Inoltre, il 43% degli operatori ha investito in interventi di sostenibilità ambientale e il 20% ha migliorato l’accessibilità degli eventi.
In questo contesto, è stato avviato il programma “Aefi for Africa”, che mira a rafforzare la presenza italiana nel continente africano. Questa iniziativa, promossa dalla Commissione internazionalizzazione, è in linea con gli obiettivi del Piano Mattei e coordinata con il ministero degli Affari esteri e il ministero delle Imprese e del Made in Italy. La prima azione concreta è stata proposta da Italian Exhibition Group (IEG), che ha pianificato la creazione di una piattaforma stabile in Africa attraverso partnership con stakeholder locali. Dopo un’attenta analisi, IEG ha individuato il Kenya, con Nairobi come potenziale sede, come uno dei Paesi più promettenti per avviare questo partenariato fieristico.
Secondo la guida di IEG, questo progetto è fondamentale per recuperare i ritardi nell’internazionalizzazione e per contrastare la concorrenza già presente in alcuni mercati. Il modello proposto è sistemico, coinvolgendo sia istituzioni che operatori privati. L’obiettivo è realizzare, ristrutturare o gestire un quartiere fieristico in Africa, creando un ponte per lo sviluppo delle imprese italiane e promuovendo l’innovazione locale. Una volta completata, la piattaforma sarà accessibile agli operatori e agli organizzatori fieristici italiani interessati a sviluppare attività nel continente.

