Economia

Private Equity: Rallentamento degli Investimenti e Crescita della Raccolta nei Grandi Fondi

Il mercato del private equity mostra segnali contrastanti nel secondo trimestre del 2026, con un rallentamento degli investimenti e una crescente concentrazione della raccolta nei grandi fondi.

Grafico del mercato del private equity

In Breve

Qual è la situazione attuale del mercato del private equity?
Il mercato del private equity sta affrontando un rallentamento degli investimenti e una crescente concentrazione della raccolta nei grandi fondi.
Quali sono le cause del rallentamento degli investimenti?
Le cause includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all'intelligenza artificiale e difficoltà nelle trattative tra venditori e acquirenti.
Come stanno reagendo gli investitori a questa situazione?
Molti investitori stanno utilizzando strumenti alternativi come continuation fund e operazioni sul mercato secondario per generare liquidità.

Il mercato globale del private equity si avvia verso la seconda metà del 2026 con segnali contrastanti. Nel secondo trimestre, gli investimenti e le dismissioni hanno subito un rallentamento significativo, mentre la raccolta di capitale continua a crescere, concentrandosi sempre di più nei grandi operatori del settore.

Secondo i dati recenti, il valore complessivo delle operazioni di investimento è sceso del 22,8% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 419,9 miliardi di dollari. Questo rappresenta il livello trimestrale più basso dal secondo trimestre del 2024. Tuttavia, il numero di operazioni, o deal, è aumentato del 2,2%, raggiungendo 5.672, suggerendo una riduzione della taglia media delle operazioni.

Le cause di questo rallentamento sono molteplici. Le tensioni geopolitiche, l’incertezza legata all’intelligenza artificiale e un raffreddamento del mercato dei megadeal hanno contribuito a questa situazione. Inoltre, permane una difficoltà nel trovare un punto di incontro tra le aspettative di venditori e acquirenti, rendendo le transazioni più complesse.

Le exit, ovvero le dismissioni, hanno registrato una contrazione del 19,7% nel trimestre, scendendo a 275,2 miliardi di dollari con 948 operazioni. Il ritmo delle dismissioni dall’inizio dell’anno è sostanzialmente in linea con quello del 2025, limitando la redistribuzione del capitale agli investitori istituzionali. Per far fronte a questa situazione, molti investitori stanno ricorrendo a strumenti alternativi, come i continuation fund, le operazioni sul mercato secondario e le ricapitalizzazioni, per generare liquidità senza dover vendere immediatamente gli asset.

La raccolta di capitale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, mostrando un incremento del 17% rispetto al 2025. Tuttavia, il numero di fondi chiusi è notevolmente inferiore, con solo 310 fondi, il che, se confermato, porterebbe il totale annuo al livello più basso di oltre un decennio, con una flessione di circa il 25% su base annua.

Nonostante l’interesse degli investitori istituzionali per il private equity, questi tendono a privilegiare gestori con esperienza consolidata e capacità di creare valore operativo. Questo ha portato a una concentrazione del mercato a favore dei principali operatori, rendendo più difficile la raccolta per i fondi più piccoli.

In questo contesto, i gestori di fondi stanno puntando su società con modelli resilienti e forte generazione di cassa, con particolare attenzione a settori come software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento, non solo come settore d’investimento, ma anche come leva per migliorare l’efficienza operativa e incrementare la redditività delle partecipate.

Infine, sul fronte delle valutazioni, il mercato mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla correzione avvenuta tra il 2022 e il 2024, con una marcata differenziazione tra asset di qualità e comparti più ciclici. I multipli appaiono ora più coerenti con il contesto dei tassi e delle prospettive di crescita globale, e le aziende tecnologiche più innovative continuano a registrare valutazioni superiori alla media.

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redazione

Autore della redazione ImpresaRadar.

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